Il magazzino di Gilgamesh
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Alberto Marsico
Egidio "Juke" Ingala
Michelangelo Di Gioia
Max "Big Harp" Casazza

 

 

Venerdi 15 Febbraio 2008
GILGAMESH BLUES FESTIVAL ED. 2008
Hammond vs. Harmonica
ore 22.30 - blues - Ingr. + 1° cons. 10 Euro

Alberto Marsico – Hammond
Michelangelo Di Gioia – Hammond
Egidio “Juke” Ingala – Armonica
Max “Big Harp” Casazza – Armonica

Massimo Altieri – Chitarra
Sergio Ponti – Batteria
Mauro Gandolfo – Basso

Due armonicisti fenomenali e due organisti spettacolari si alternano sul palco accompagnati dalla Big Harp Blues Band per esibirsi in uno show coinvolgente e mozzafiato.
Due super ospiti di livello internazionale che rappresentano il Blues Made in Italy in tutto il mondo.

Alberto Marsico e' attivo a livello professionale da circa quindici anni come pianista e tastierista.
Incomincia tuttavia ad esibirsi esclusivamente all' organo Hammond dal 1994, dopo aver frequentato i seminari di Jack Mc Duff a Genova.

Come se avesse inventato lui il genere, Alberto Marsico, seguendo le indicazioni date da Jack Mc Duff e Jimmy Smith, ci ricorda come il blues debba essere suonato e digerito...
(Jimmy Woode, 1999)

Lo stesso McDuff poi registra una composizione a lui dedicata firmata da Alberto intitolata "Jack-pot" nell'album omonimo uscito per la Red Records nel 1995. Quale onore...!
Da allora ha suonato in tutto il mondo (Berlino, Francoforte, Singapore, Bruxelles, L'Aia, Lubiana, Sydney, Praga, San Francisco, Kuala Lumpur, Barcellona, Zagabria, Lisbona, Los Angeles, Parigi).
Incide a San Francisco e si esibisce per un mese in tutta la Bay Area con Anthony Paule nel 1998.
Con il cantante americano Ron Ringwood e la sua gospel band americana effettua numerosi tour in Germania a partire dal 1999.
Nel giugno 2000 invece si trova faccia a faccia con Ian Paice per un concerto - workshop del batterista dei Deep Purple tenutosi a Gubbio.
Nel 2001 incomincia a collaborare con il chitarrista americano Tino Gonzales, con il quale suona in tutta Europa nei più importanti festivals e teatri europei.
Nel settembre 2001 è invitato dal chitarrista blues Alex Schultz ad incidere due Cd a Los Angeles, in compagnia di musicisti quali il cantante Lynwood Slim e il bassista
Larry Taylor (Canned Heat, Tom Waits).
Nel 2002 intensifica la sua attività discografica incidendo a Praga per la Arta Records un disco a suo nome con il chitarrista Roman Pokorny e il batterista Pavel Zboril e a Zagabria con il chitarrista Ante Gelo ed il trombettista americano Lee Harper.
Partecipa anche all'incisione dell'ultimo disco del cantante e batterista americano Tommie Harris alla Organic Music di Monaco.
Per la Organic Music registra anche l'album "Jazz The Beatles" (dedicato interamente alla musica del celebre quartetto inglese) con il gruppo SCENARIO, con Simone Santini al sax sopranino e Enzo Zirilli alla batteria.
Nel settembre/ottobre 2002 in compagnia di Enrico Crivellaro e Gio Rossi suona a Singapore e a Sydney.
Nella primavera 2003 è in tour europeo con i cantanti soul-blues americani Finis Tasby e Tad Robinson, mentre a luglio è nuovamente a Singapore ed in Malaysia con Enrico Crivellaro e Gio Rossi.
Nel gennaio 2004 suona in Finlandia all'Yllas Jazz Festival con Christian Rover.
Ad aprile incide il suo secondo Cd solista per la Organic Music, intitolato "Organ Logistics". Il cd esce a dicembre.
Nel 2005 collabora continuativamente con il grande batterista jazz Alvin Queen all'interno del suo progetto chiamato "Organics" con il quale si esibisce in Spagna, Francia e Croazia unitamente all'altoista Jesse Davis.
Registra un brano dei Beatles per "organo solo" nello studio 2 di Abbey Road all'interno di un disco prodotto dal Beatles Fan Club Italia.
Nella primavera 2005 escono un altro disco solista per l'etichetta italiana "Azzurra" intitolato "Rock Candy", all'interno di un cofanetto dedicato alla storia dell'organo Hammond ed uno in trio con il chitarrista di Dresda Lars Kutschke e Gio Rossi intitolato "Soundsville", un'esplosiva miscela di blues, jazz e rock.

Collabora con il sito www.jazzitalia.net per il quale pubblica lezioni on-line riguardanti l'organo Hammond, la sua storia, la sua tecnica e i suoi maestri.

La sua attività didattica lo ha portato a tenere seminari ai conservatori di Lipsia, Dresda e di Enschede oltre a workshops al Singapore UBlues Festival nel 2003.

La sua mano sinistra gli consente di disegnare con forte senso ritmico delle agili linee di basso che fanno di lui una completa sezione ritmica. Ama spaziare tra jazz, soul, blues, funk e gospel , ma il suo punto di forza e' l' accompagnamento di cantanti.

Al suo attivo ci sono a tutt' oggi oltre venti incisioni discografiche in Italia, Germania, Francia e Stati Uniti e la partecipazione a numerosi festivals: Manly Jazz Festival (Australia), Yllas Jazz Festival 2004 (Finlandia), Verona Jazz, Munster Jazz Festival (Francia), Swinging Hannover 1997-2001 (Germania), Jazz Festival at Sea 1997-1998-2000 (Mar Mediterraneo), Agharta Prague Jazz Festival 2002, Prerov Jazz Festival 2002 (Repubblica Ceca), Singapore UBlues Festival 2003, Ascona New Orleans Jazz Festival 1992, 2000 e 2003 (Svizzera), Handzame Blues Festival 2000 (Belgio), Maribor Music Festival 1996 (Slovenia), Warenwinkel Blues Festival (Belgio), Ancona Jazz, Luzern Blues Festival 1999 (Svizzera), Wendelstein Jazz Festival 1997, 2000, 2001, 2002, 2003 e 2004 (Germania), Sanremo Blues.

COLLABORAZIONI :

Jimmy WITHERSPOON - Alvin QUEEN - Jesse DAVIS - Eric ALEXANDER - Lilian BOUTTE' - Phil GUY - Sandro GIBELLINI - Sonny RHODES - Ollie NIGHTINGALE - Ian PAICE - Gianni CAZZOLA - Lannie MC MILLAN - Roberto ROSSI - Paul JEFFREY - Kay FOSTER JACKSON - Fabio ZEPPETELLA - Lee HARPER - Tino GONZALES - Pietro TONOLO - Bobby DURHAM - Tiziana GHIGLIONI - Alex SCHULTZ - Tad ROBINSON - Anthony PAULE - Fabrizio BOSSO - Larry TAYLOR - Ann HINES - David HUDSON - Mike TURK - Kenny BURRELL)

Egidio "Juke" Ingala abbraccia quel territorio in cui il blues si incrocia con lo swing, con il jump, con il primo Rhythm and Blues, con il Boogie in tutte le sue salse. Tutto questo lo conferma il suo ultimo CD "Drivin’ and Jivin’ " . Un disco brillante, divertente ,swingante, pieno di umore dalla prima all’ultima canzone, che afferma la maturità e la scioltezza di Ingala sull’armonica, mettendo in campo una formazione che suona Blues con la dimestichezza e la naturalezza di tante formazioni americane. Oltre ad Ingala nel disco suona una personalità di spicco della scena West-Coast Blues, il chitarrista Alberto “Blue Eyes” Colombo. Colombo aggiunge un tocco fine e raffinato nonché terribilmente caldo e californiano al gesto dell’intera band che conta per altro sull’elegante e pregevole tocco di Alex Schultz alla chitarra (già nelle band di Rod Piazza, William Clarke, Lester Butler), sul pungente groove del contrabbasso di Walter Tosin e sul forte swing di Gio Rossi alla batteria a completare una band che sciorina pezzi originali e classici di Jimmy Liggins, Guitar Slim, Roy Milton, William Clarke, George Harmonica Smith.
Difficilmente capita di trovare un musicista così rigorosamente coerente nell’affrontare tematiche musicali legate stilisticamente all’universo afroamericano.
Attivo sulla scena blues dalla metà degli ’80 Egidio Ingala è partito dallo studio di personaggi come Little Walter e George "Harmonica" Smith per poi sviluppare in maniera originale un articolato lavoro di composizione che ha viaggiato di pari passo ad una scelta ripropositiva unica. Strumentista in possesso di un feeling innato ha da sempre rivolto particolare attenzione alla cura del suono ed alle potenzialità espressive dell’armonica, riuscendo a modellare quello che gli americani chiamano comunemente "big brass tone". La crescita e la definitiva maturazione arrivano con la formativa esperienza intrapresa con la band dei Dirty Hands, percorso progettuale che ha visto la realizzazione di 2 album ed importanti collaborazioni con musicisti americani. La scelta di abbracciare la carriera solista ed il seguente sodalizio con il chitarrista americano Alex Schultz hanno, poi, arricchito ulteriormente il bagaglio umano ed artistico di Egidio portandolo ad incidere nel ‘99 il suo primo disco come leader "Nite Life Boogie" riscuotendo un ottimo successo da parte di tutta la critica del settore seguito dal disco Drivin' & Jivin' premiato a Parigi come migliore album europeo nei Awards del Blues dove conferma di essere uno dei personaggi più interessanti della scena blues europea

DISCOGRAFIA
Con i Dirty Hands
- DIRTY HANDS ( Boots Rec., 1993 )
- XXX HOT CHILI ( Boots Rec., 1994 )
- FOUR COOL CATS ( Boots Rec., 1995 )
Come solista
- NITE LIFE BOOGIE ( Stumble Rec., 1999 )
- DRIVIN’ & JIVIN’ ( Kayman Rec., 2002 )

Michelangelo Di Gioia
Torinese, classe 1960, “bluesman”.
Inizia a mettere le mani su di una tastiera suonando un piccolo armonium a pedali, nella sala giochi dell’oratorio di quartiere; poco lontano, in chiesa, faceva invece bella mostra di sé un immacolato Hammond BC dei primi anni 40, uno di quei modelli col doppio generatore del quale si racconta che sia stato il primo organo Hammond a giungere in Italia. Il suono unico e misterioso e l’aspetto affascinante di quello strumento entrarono nel cuore di Michelangelo che da quei giovani anni in poi inseguì il sogno di possederne uno. A sogno realizzato (era il 1990!) inizia la sua vera avventura musicale partendo dai live music club di Torino e dintorni, in compagnia dei suoi amici musicisti, tutti con il sangue pieno di blues. Una interminabile serie di concerti con il fedele strumento a fianco di personaggi già affermati lo portano a “performances” di primo piano in numerosi Blues Festivals di livello locale e nazionale e alla partecipazione in alcuni LP, di cui uno dedicato al blues metropolitano della sua città.

Il suo è uno stile personale, a metà strada fra l’approccio jazz-blues classico e quello primordiale di Milton Buckner, molto istintivo e grintoso. Ascoltarlo è sempre un vero divertimento.
Fra le più importanti esibizioni si ricordano la partecipazione al Nave Blues Festival del 1993, in apertura a Sugar Blue (memorabile l’interpretazione di Mike in Summertime che scatena l’applauso a scena aperta del pubblico), la partecipazione alla manifestazione “Thank You Mr. Hammond 95” di Sestri Levante insieme al quartetto di un mito dell’organo jazz, l’americano Jack Mc Duff, a diverse edizioni del “Blu Notti Blues” di Moncalvo, al “Macallè Blues Festival” di Alessandria 96, nel quale erano presenti ospiti di considerevole fama, fra i quali anche il mitico Lowell Fulsom. La rivista “Il Blues” lo definisce pionere nostrano dell’organo Hammond e della fisarmonica Zydeco. Oltre all’organo Michelangelo si è infatti specializzato anche nell’uso della fisarmonica in puro stile Lousiana, facendo riferimento in particolare al grande Clifton Chenier.

Ha suonato in questi anni con Little Red & the Roosters, Carla Suppo & The Blue Melodies, Slep & the Red House, i mitici Boom Boom Brothers, Terry Blues Band (band in cui suona tuttora). Ha collaborato come special guest con numerossime altre bands, qualche volta in compagnia di musicisti d’oltre oceano. In concerto usa abitualmente un HAMMOND M100 custom (portatile) del 1965, nelle grandi occasioni il suo ultrafirmato B3 portatile (è stato prestato alla band di B.B. King, a Steve Winwood, Lucky Peterson, James Taylor, e molti altri), nelle situazioni più “leggere” suona invece un dignitoso ELKA X50 (clone vintage degli anni 70) accoppiato ad un Leslie 145. Per puro divertimento ogni tanto porta sul palco qualcuna delle sue tastiere da collezione: piano elettrico Wurlitzer, Clavinet D6, Vox Jaguar, ecc.


Max “BigHarp” Casazza
Armonicista cantante, nato nel '72 a Torino con l'armonica in tasca, da sempre appassionato al piccolo strumento dalle grandi potenzialità è dotato di un' infinita energia sul palco. Scelta la musica 'Blues' come strumento per comunicare al pubblico, si esibisce cercando di esprimere e suscitare emozioni.

Ha suonato sul palco di Eugenio Finardi,Vince Vallicelli, Pippo Guarnera, Massimo Martellotta, Clive Bunker & Mick Abrahams, Beccattini, Peeches, Slep, Arthur Miles, Alex Gariazzo, Johnny Mars, G. Petrini, Kellie Rucker, Giancarlo Schinina.

"Capitano" della Big Harp Blues Band, conduce il concerto live con una forte intenzione Blues, che gli fonde energia, carattere d'improvisazione, coinvoglimento e semplicita'.
Ma il successo del Live BLUES Show e' dovuto alla rosa di musicisti che vanta nelle sue fila, con i quali ha trovato un' importante complicita' musicale.

Inizio' interessandosi alle note di J. Popper, ai suoni di J. Mars, al carisma e bravura di Fabio Treves,riproponendo i classici del blues in chiave moderna, elaborata e accattivante, pur mantenendo l'animo blues dei padri dell'armonica.

Il suo impegno e' appunto questo: imparare a 'muovere' sempre piu' nell' ascoltatore sentimenti, emozioni, sensazioni di qualsiasi tipo comunicando al pubblico gioia, disperazione, amore, odio, benessere, dolore ...

Oggi il suo modo di suonare e' fortemente condizionato dai grandi armonicisti che hanno scritto la storia dell'armonica e che hanno creato questo meraviglioso stile musicale e modello di vita:
il BLUES.

 


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