Il magazzino di Gilgamesh
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Gail "Mojo" Muldrow
Andrea Preto & The Chicago Sound Machine

 

Giovedi 28 Febbraio 2008
GILGAMESH BLUES FESTIVAL ED. 2008
Gail "Mojo" Muldrow
ore 22.30 - blues - Ingr. + 1° cons. 10 Euro

GAIL “Mojo” MULDROW è una vera forza della natura ! E' una delle più complete , versatili e dinamiche cantanti della scena contemporanea.

Possiede una robusta e furiosa voce “sanctified”,un misto fra Aretha Franklin e Janis Joplin, e alla chitarra è esuberante anche con lo slide.

Originaria della zona di S.Francisco, West Coast, Gail possiede uno stile vocale e strumentale nel quale si riflettono e amalgamano molti elementi della storia della musica afroamericana : blues, soul, R&B,funky. Un grande talento, quello di Gail, del quale hanno beneficiato sia in tour che in studio grandi rock star come SLY & THE FAMILY STONE ( è del 1974 la sua partecipazione in studio per l'album “I Get High On You”, quando aveva solo 17 anni ! ), GRAHAM CENTRAL STATION, JOHNNY OTIS, JERRY GARCIA BAND, MERL SAUNDERS, CHAKA KHAN, QUICKSILVER GOLD,FAMILY WITHOUT STONE e non ultimo PRINCE che l'ha voluta nel suo world tour nel 1999.

Partita da questi momenti, molto significativi di una notevolissima carriera, Gail si è imposta sul mercato americano ed internazionale con un progetto solista che si è rivelato un'autentica rigenerazione musicale. Gail è capace di superare i confini musicali, abbattendo etichette, senza perdere in qualità anzi tingendo ciò che canta e suona di colori personalissimi, ricchi di grande vitalità e creatività in una miscela incisiva e coinvolgente. Gail ha il dono raro della misura, pur nella sanguigna ricchezza ed esuberanza del suo fraseggio e il senso chiaro e contagioso del racconto. Chitarrista vigorosa, ritmicamente solidissima ed elastica, la sua musica è un'emozione pura e cruda senza pari che vi farà innammorare definitivamente di questa straordinaria artista. Le due produzioni discografiche pubblicate all’inizio del 2007,la prima solista It’s My Life e la seconda Raw Live and Cool accompagnata da una powerful band sono grandi testimonianze del suo indiscutibile talento. Ascoltare per credere !!!

OPENING ACT: Andrea Preto & The Chicago Sound Machine
ore 21:30

Formazione torinese di matrice blues formatasi nel Novembre del 2001 il cui repertorio affonda le sue radici nello Chicago Blues Style cui vengono però di volta in volta aggiunte sonorità ed atmosfere nuove tratte dalla musica nera contemporanea dal funky, all’ r&b ed al soul, nella convinzione che attingere alle matrici comuni della musica nera contemporanea possa dare un rinnovato vigore e nuova freschezza ad un genere musicale cui tutta la musica moderna deve molto. La formazione comprende Marco Rafanelli alla chitarra, Roberto “cleanhead” Pozzati al basso e Roberto Castagnero alla batteria.

Andrea Preto
Nato a Torino nel 1972, dal 1991 comincia a collaborare con Dario Lombardo ed entra a far parte della Blues Gang con Massimo Bertagna, Massimo Pavin ed Andrea Scagliarini. In questo periodo ha modo di conoscere e suonare con alcuni tra i più importanti musicisti di blues (e jazz) a livello nazionale quali Giancarlo Crea, Nick Beccattini, Slep, Arthur Miles, Alberto Marsico, Davide dal Pozzolo, Andy Romeo, Marco Messeri, Maurizio Borgia, Alfredo Ponissi, Angelo “Leadbelly” Rossi e qualche esponente della scena internazionale come Phil Guy e Deborah Coleman. Contemporaneamente collabora per qualche anno con Irene Mastrangeli (oggi cantautrice emergente a New York) . Nel 1994 e nel 1996 partecipa al JVC Newport Jazz Festival di Torino, sempre nel ’96 è al salone della musica di Torino. Nella primavera 1997 registra con Dario il cd I Don't Want To Lose per Jazzmobile Records di cui uno dei brani uscirà l'anno successivo nel disco 2120 Michigan Avenue edito dal Manifesto e prodotto da Ernesto De Pascale per Il Popolo del Blues. In questa occasione accompagnerà gli artisti che hanno preso parte alla realizzazione del disco, tra gli altri Nick Beccattini e Angelo “Leadbelly” Rossi. Ancora nel 1997 partecipa alla rassegna Art & Sound in Torino e nel 1998 partecipa al Macallè blues festival ed al Black & Wite festival di Torino. Dal 2001, dopo un breve viaggio a New York dove suona con alcune band locali al 101 On Seventh, crea la propria band la Chicago Sound Machine di cui è chitarrista e cantante con l'idea di dare voce al blues contemporaneo e rifacendosi ad artisti come Joe Louis Walker, Robert Cray, Michael Coleman e Keb’ Mo’, senza però perdere il necessario legame con la tradizione. Nel 2004 viene in contatto con Andrea Cancedda e Mauro Villone ed entra a far parte del progetto "Taurinorum Blues Society" insieme a numerose band piemontesi emergenti. Ad Ottobre 2005 esce il primo disco della "Taurinorum Blues Society" che vede la partecipazione straordinaria di Eugenio Finardi. Il disco viene presentato alla Maison Musique di Rivoli. Nel Febbraio 2007 è con la band al festival blues del magazzino di Gilgamesh dove apre il concerto di Steve Arvey.

Marco Rafanelli
Imbattutosi nel blues all'età di quattordici anni, decide di dedicare a questo genere lo sviluppo stilistico della chitarra sotto la guida di Dario Lombardo. Da quel momento la crescita musicale si è basata sulle preziose lezioni del bluesman torinese e sull'esperienza accumulata durante un lungo periodo di intensa attività di esibizioni dal vivo in qualità di chitarrista ritmico all'interno della band di chicago blues "Fast Frank and the Hot Wires". Dal 1996 partecipa a numerose iniziative promosse dal Centro Jazz di Torino che sono entrate nella programmazione di eventi musicali quali il Salone della Musica e le rassegne musicali del "Centralino". Dal 2005 collabora con Dario Lombardo e Andrea Scagliarini sia in acustico che in elettrico.

Roberto Pozzati
Alla fine degli anni settanta entra a far parte come contrabassista della “Jazz Studio Orchestra” di Gianni Grossi, una big band di jazz tradizionale. Dopo qualche anno lascia la musica, per riprenderla alla fine degli anni novanta. Entra a far parte dei “Pops”, gruppo di cover rock guidata da Max Finotti. Terminata questa esperienza conosce Andy Penington, folksinger inglese ed entra nei Garrulous & Green, gruppo di musica country americana, dove suona per circa due anni il basso acustico. Dal 2001entra a far parte della Chicago Sound Machine.

Roberto Castagnero

Classe 1959, inizia a suonare la batteria all'età di 16 anni mettendo le sue bacchette al servizio della “musica del diavolo”. Collabora con diverse formazioni blues tra cui spicca la "Feeling Blues Band" con cui ha la possiilità di fare i primi concerti in numerosi festival durante gli anni '70. Dal 1979, per dieci anni, ha militato nelle storiche band torinesi di Chicago Blues tra cui la "Hard Road Blues Band" e "Street Action Blues Band" con la quale vinse il 1° premio come migliore gruppo emergente al “Blues In" Festival. Dal 1989 con il suo quartetto, dà vita alla cooperativa musicale "Suoninforma" portando avanti un progetto di diffusione musicale di storia della musica extracolta, dal Blues alla Discodance, nelle scuole medie inferiori e superiori tenendo conferenze e suonando in numerosissimi istituti piemontesi. Dal 1993 al 1996 entra a far parte del gruppo di sole percussioni "Dadadang" di Bergamo, con cui si esibisce in numerosi festival in Francia, Germania, Olanda, Spagna, Svizzera e Italia. Proprio nel '93, al "Festival Internationale du Montgènevre", la "Parata per Percussioni in Movimento" riceve, da una giuria presieduta da Jerome Savary, il "Cristal du Spectacle" per l'originalità del progetto. Dal Novembre del 2001 entra a far parte della Chicago Sound Machine.


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