Il magazzino di Gilgamesh
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Miami & The Groovers

Venerdi 14 Marzo 2008
Miami & The Groovers open act Paolo Ambrosioni
ore 22.00- Rock'n Roll - Ingresso + 1° cons. 10 Euro

MIAMI & THE GROOVERS Una band di rock'n'roll, nella migliore tradizione americana con sonorità che vi ricorderanno musicisti come Bruce Springsteen, Tom Petty, John Mellencamp, passando da Bob Dylan e per le cavalcate elettriche alla Neil Young. A Marzo 2005 è uscito il primo album DIRTY ROADS, 11 canzoni (9 inediti) tra cui un duetto con il rocker americano Joe D'Urso ed uno con i fratelli Severini dei Gang. Le canzoni vanno dai rock in puro stile "Americana" come "Highway", "Rock'n'roll night", "Walk in the light" a ballate introspettive (la pianistica "Lost") fino a toccare i confini del folk "Tears are falling down" e del rock Fifties "Local rocking band". E' presente anche una cover molto particolare del brano "Further on up the road" di Bruce Springsteen, Un album subito molto apprezzato dai numerosi fans che seguono la band in giro per l'Italia e dagli addetti ai lavori. Inoltre, nel Novembre 2004 Lorenzo "Miami" Semprini ha suonato al LIGHT OF DAY BENEFIT ad Asbury Park New Jersey (nel mitico Stone Pony) esibendosi sullo stesso palco con artisti del calibro di Bruce Springsteen, Willie Nile, Shane Fontayne, Joe Gruscheky e tanti altri.

RECENSIONI DIRTY ROADS:

Fabio Cerbone (Buscadero, Rootshighway.it)

Dirty Roads è figlio di una via maestra del rock "made in italy", quella che dai Rocking Chairs di Graziano Romani non ha mai mollato, macinando chilometri sulla strada. Dopo qualche anno di rodaggio come cover band, i Miami & the Groovers hanno deciso di fare il grande salto. E ne sono usciti a pieni voti, sentendo i risultati. Un lavoro di autoproduzione coi fiocchi, e non è così scontato dalle nostre parti, sonorità calde nel solco della più fiera tradizione blue collar rock, ribadite dalla presenza di *Joe D'Urso *come ospite dell'autografa *Waiting for Me*. Chitarre, organi e pianoforte, sax e persino sfumature roots nell'uso di violino, fisarmonica e mandolino: il rock'n'roll operaio della band si colora di radici, spaziando dal rombante timbro urbano di *Rock'n'roll Night* al border della dolcissima *Tears are Falling Down*, duetto tra Lorenzo "Miami" Semprini e l'ospite *Marino Severini *dei Gang.

Salvatore Esposito (Offtopics rock stuff):

Dirty Roads è un disco bello senza mezzi termini. Un disco da godersi in tutta la sua genuinità rock. Gli ingredienti, le immagini, la carica deve senza dubbio moltissimo a Bruce Springsteen, tuttavia il loro cuore italiano non si smentisce e così questi ragazzi riminesi hanno sudato, si sono sbattuti e hanno messo su questi undici brani fatti di strade, sogni, viaggi, polvere e sudore.

Aurelio Pasini (Il MUCCHIO online)

Potenti quando serve, ma anche avvolgenti e malinconici, Miami & The Groovers piaceranno a tutti gli appassionati di certe sonorità senza tempo. Garantiscono per loro i fratelli Severini e Joe D'Urso, compagni di viaggio d'eccezione sulle vie del rock'n'roll.

Gabriele Guerra (Backstreets.it)

Il disco suona veramente bene, suoni curati, belli gli arrangiamenti, sempre discreti e mai scontati, robusta la sezione ritmica e ottime le scelte nell'uso di strumenti come sax, tastiera, violino e mandolino impiegati nel posto giusto e al momento giusto. Solitamente capita che le band che hanno l'occasione per realizzare un disco cerchino di mettere dentro di tutto e di più, cosa che non è successa per Miami & the Groovers che si sono mossi da musicisti navigati realizzando un prodotto veramente ben fatto, azzeccata la scelta della scaletta con una buona scansione ed alternanza di generi e suoni ma soprattutto grande, grande musica.

Paolo Ambrosioni propone un tributo acustico a Bruce Springsteen dal 1999, si è esibito più volte al Magazzino di Gilgamesh ed in altri clubs piemontesi, partecipando inoltre ai raduni dei fans di Springsteen come il "Glory Days" di Rimini e "Spirit in the night" di Reggello. Nelle sue esibizioni Paolo Ambrosioni propone le canzoni del Boss eseguite con il proprio gusto, oltre a brani blues e qualche canzone dei Creedence, Dylan ed altri del mondo roots rock americano. Paolo Ambrosioni si esibisce anche con il chitarrista romano Guido Iandelli sotto il nome "Bi-folkers" proponendo un concerto simile ma arricchito da una seconda chitarra.


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