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Emanuele Maniscalco Quartet

Martedi 6 Novembre 2007
Emanuele Maniscalco Quartet
ore 22.30 - rock - Ingresso Libero


emanuele maniscalco - batteria
dan kinzelman - sax tenore e clarinetto
karsten lipp - chitarra elettrica
paolo biasi - basso elettrico

E’ arduo affidare alle parole una definizione precisa: oltre alle composizioni originali, che consistono per lo più in temi brevi, fortemente melodici e spesso slegati da un’idea ritmica regolare, nell’improvvisazione totale si scopre il veicolo più puro per entrare nell’essenza stessa della musica, attingendo da materiali semplici (ritmo, melodia, armonia, timbro). Non è necessario trovare definizioni per questo tipo di lavoro: è sufficiente sapere che scaturisce da un rispetto sincero per il Suono e dal rifiuto di certe logiche di mercato perverse. Chi ascolta non avrà difficoltà a discernere le suggestioni di Ornette Coleman, Miles Davis, Paul Bley, Keith Jarrett, Jimi Hendrix, Paul Motian, Bill Frisell, Jim Black Alasnoaxis, per citare un piccolo ma rilevante gruppo di artisti che hanno sicuramente marcato in modo indelebile la poetica e la sensibilità di ciascun individuo all’interno di questo quartetto. Tuttavia è possibile pensare che, seppure indirettamente, molte altre siano le influenze: musica colta e radici popolari, così come il cinema, la letteratura, il teatro e la poesia.

Emanuele Maniscalco

Nasce a Brescia nel 1983 e appare incuriosito dalla produzione di suoni fin da tenerissima età. A tre anni riceve in dono una piccola batteria; a otto inizia a frequentare lezioni di pianoforte, ma dopo due anni decide di smettere; nel frattempo ha accesso ai dischi del padre, prevalentemente di musica brasiliana, jazz e pop d’autore. I primi ascolti di Jobim, João Gilberto, Chico Buarque e Caetano Veloso lo conducono al desiderio di conoscere gli accordi e di sviluppare una coscienza ritmica più sottile rispetto a quella prevalente nella musica in voga tra i suoi coetanei. Così, a dodici anni, si riavvicina al pianoforte e inizia lo studio della batteria da autodidatta. Verso i quattordici la curiosità per l’armonia raffinata cede il passo a quella per l’improvvisazione, in seguito alla scoperta di Bill Evans, Miles Davis e Keith Jarrett. Sebbene a sedici anni non avesse ancora scelto se suonare il pianoforte o la batteria, le prime collaborazioni con Corrado Guarino e William Tononi (musicisti e insegnanti bresciani) lo impegnano al secondo strumento, che diventa quello principale. Il pianoforte resta il naturale complemento della batteria, lo strumento su cui comporre, studiare e soffrire, scavare nelle profondità della musica.
Nell’estate del 2001 partecipa con profitto ai corsi Berklee a Perugia; pochi mesi dopo, insieme ai musicisti bresciani Oscar Grazioli e Giulio Corini, inizia a frequentare il Corso Biennale di Alta Qualificazione per Trio tenuto da Stefano Battaglia, Paolino Dalla Porta e Fabrizio Sferra, presso la Fondazione Siena Jazz. Dopo quest’esperienza decisiva entra a far parte del Laboratorio Permanente di Ricerca Musicale coordinato da Battaglia, iniziando una fruttuosa collaborazione con il pianista e compositore milanese che già da alcuni anni pubblica i suoi lavori con l’etichetta tedesca ECM. Nel 2003 e 2004 frequenta i Seminari estivi Senesi, dove gli è offerta una borsa di studio per partecipare al 14° Meeting IASJ (International Association of Schools of Jazz) a Freiburg (Germania). Nel 2004 a Siena incontra Enrico Rava, che poco tempo dopo lo chiama con sé. Con Rava ha suonato regolarmente nei gruppi “Rava Under 21” (2004-2005), “New Generation” (2006-2007) e in più occasioni ha sostituito Roberto Gatto all’interno del quintetto completato da Gianluca Petrella, Andrea Pozza e Rosario Bonaccorso. Emanuele vive nei dintorni di Perugia, alternando l’attività di concertista a quella di insegnante (dal 2005 al 2006 è stato docente di batteria presso due accademie nel Bresciano). Altre collaborazioni importanti sono quelle con Emanuele Cisi, Roberto Cecchetto, Simone Guiducci, Walter Beltrami, Giovanni Guidi e il pianista svizzero Jean-Paul Brodbeck. Negli ultimi anni il ruolo di leader lo ha portato a coinvolgere musicisti di rilievo (tra cui Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti ed Enrico Terragnoli), fino a giungere all’attuale quartetto (con Dan Kinzelman, Karsten Lipp, Paolo Biasi) e al trio Franciscanum, con lo stesso Bearzatti e Francesco Ponticelli. Gli studi di pianoforte si sono aperti alla musica classica, grazie all’incontro con Massimiliano Motterle, di cui è stato allievo durante il 2005. Ha inciso una decina di dischi e suonato in Francia, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Romania e Giappone, oltre che in svariate rassegne sul territorio italiano. Collabora con i cantautori Marco Parente e Paolo Cattaneo. -2005), “New Generation” (2006-2007) e in più occasioni ha sostituito Roberto Gatto all’interno del quintetto completato da Gianluca Petrella, Andrea Pozza e Rosario Bonaccorso. Emanuele vive nei dintorni di Perugia, alternando l’attività di concertista a quella di insegnante (dal 2005 al 2006 è stato docente di batteria presso due accademie nel Bresciano). Altre collaborazioni importanti sono quelle con Emanuele Cisi, Roberto Cecchetto, Simone Guiducci, Walter Beltrami, Giovanni Guidi e il pianista svizzero Jean-Paul Brodbeck. Negli ultimi anni il ruolo di leader lo ha portato a coinvolgere musicisti di rilievo (tra cui Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti ed Enrico Terragnoli), fino a giungere all’attuale quartetto (con Dan Kinzelman, Karsten Lipp, Paolo Biasi) e al trio Franciscanum, con lo stesso Bearzatti e Francesco Ponticelli. Gli studi di pianoforte si sono aperti alla musica classica, grazie all’incontro con Massimiliano Motterle, di cui è stato allievo durante il 2005. Ha inciso una decina di dischi e suonato in Francia, Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Romania e Giappone, oltre che in svariate rassegne sul territorio italiano. Collabora con i cantautori Marco Parente e Paolo Cattaneo.

daniel kinzelman

E’ nato a Racine (Wisconsin, USA) nel 1982. Ha iniziato a studiare il sassofono a tredici anni e nel 2000, dopo il diploma al college vince una borsa di studio per entrare all’Università di Miami. Durante gli studi, compiuti con docenti di alto calibro (Gary Keller, Ron Miller) ha l’opportunità di suonare con Joe Lovano, James Moody, Carmen Lundy, Dave Liebman, Jim McNeely, Phil Markowitz, John Riley, oltre alla visibilità crescente ottenuta con i progetti originali. In quattro anni ha vinto tre Downbeat Student Music Awards e il gruppo “Music Lover’s Club”, di cui era co-leader, fu selezionato per partecipare a un seminario tenuto dal Weill Music Institute di New York, conclusosi con un concerto alla Carnegie Hall. A New York ha anche suonato nella University of Miami Concert Jazz Band, durante la Convention della IAJE (International Association of Jazz Educators). Nel 2004, dopo aver conseguito brillantemente la laurea (Bachelor of Music: Studio Music and Jazz with Honors), viene scelto per rappresentare la sua università al 14° Meeting IASJ (dove incontrerà per la prima volta Emanuele Maniscalco); terminata l’esperienza, decide di trattenersi in Europa, vivendo per alcuni mesi a Colonia (Germania) per poi stabilirsi in Italia nel 2005. Ha lavorato con Gianluca Petrella, Stefano Battaglia, Simone Guiducci, Giovanni Guidi e molti altri musicisti, suonando in alcuni tra i più importanti festival europei, come Clusone Jazz, Vicenza New Conversations, The Copenhagen Jazz Festival, JazzNoJazz
(Svizzera) e Umbria Jazz.

Karsten Lipp

Nato nel 1977 a Brema (Germania), trova nel jazz nord-europeo la sua naturale collocazione. Dopo aver studiato a Berlino con il chitarrista Frank Möbus, si trasferisce a Colonia dove si diploma con il massimo dei voti in chitarra jazz alla Musikhochschule Köln, studiando con Frank Haunschild, John Taylor e Bill Dobbins.
Nell'ambito della propria ricerca timbrica e formale fonda il trio Pupazza (Bernd Hartnagel sax; Sebastian Corrinth -batteria), con il quale vince il concorso "Ernst & Young International Jazz Award -for the most talented jazz students in Europe" di Rotterdam, il concorso "Chambre Ceramic Concours" di Maastricht e il "Green Age Festival" di Torino. Il lavoro costante con l'insolito trio, caratterizzato dall'assenza del basso, quindi dall'abbandono dei tradizionali ruoli del jazz-trio, porta Karsten a sviluppare uno stile sempre più personale sia nella composizione che nell'improvvisazione. Dopo essersi trasferito a Torino nel 2002, in seguito alla vincita di una borsa di studio per rappresentare la Musikhochschule Köln a "Siena Jazz", continua la sua ricerca con i Flex, dove si misura con la formazione standard del jazz-guitar-trio. In Marco Puxeddu e Federico Marchesano trova due partner ideali con cui condivide la spontaneità e la poeticità del fare musica uniti alla ricerca strumentale e all'interesse per la sperimentazione formale, approdando a un sound originale, raffinato e intimo. In Italia collabora con Andrea Aiace Ayassot, Carlo Actis Dato, Gianluca Petrella e la LabDance Orchestra diretta da Furio DiCastri.


P aolo Biasi

Nasce a Brescia nel 1974, è bassista e contrabbassista di formazione prevalentemente autodidattica. Nel 2004 ha frequentato i Seminari estivi Senesi, perfezionandosi con Paolino Dalla Porta, Piero Leveratto, Marco Tamburini e Claudio Corvini. Ha suonato per più di dieci anni in diversi gruppi di jazz, rock, blues e funk. Nel 2000 si unisce allo Spiral Trio (con il sassofonista Filippo Pardini e il percussionista Beppe Gioacchini), lavorando a musiche originali insieme alla danzatrice e coreografa Marina Rossi. A partire dal 2004 forma un trio con Dan Kinzelman ed Emanuele Maniscalco, gruppo che ha occasione di lavorare più costantemente dal 2006.
Per quattro anni suona e collabora agli arrangiamenti con la blues band “Granny Says” (Enrico Sauda, Simone Boffa e Arki Buelli), gruppo che si è distinto anche per le aperture a concerti di star del blues come Robben Ford, Scott Finch, Sugar Blue, Paolo Bonfanti, Jono Manson, e John Popper. Nel 2006 è invitato a far parte del quartetto di Dan Kinzelman, insieme al chitarrista Gabrio Baldacci e al batterista Federico Scettri. Un altro gruppo nato nello stesso anno è “Vanity Press”, con Giovanni Guidi, Francesco Bigoni, Baldacci e Scettri. Nel 2007 il sassofonista Emanuele Cisi forma un quartetto con Paolo, Roberto Cecchetto ed E. Maniscalco. Con Nicola Bardini al sax, Federico Squassabia al piano e Massimiliano Sorrentini alla batteria ha costituito l’Uncertain Quartet.
Suona il basso nel gruppo funk bresciano “Funkazzisti” e il contrabbasso nella Dixieland band diretta da Toni Micori; negli ultimi anni ha avuto occasione di suonare con: Francesco Bearzatti, Gianluca Petrella, Enrico Terragnoli, Kevin Russell, Walter Beltrami, Riccardo Biancoli, Simone Guiducci e altri.

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