Venerdi 5 Ottobre 2007
Slep&TheRedHouse
- Rock Blues
ore 22.30 - Ingresso + 1°
consumazione: 10 euro
Slep - Chitarra e Voce
Marco Bonino - Voce e Chitarra
Roberto Padovan - Tastiere e Programmazione
Umberto Mari - Basso e Voce
Renzo Coniglio - Batteria
Special Guest
Gigi Venegoni
Enzo Maolucci
Paul Kelly
Top
bluesman italiano (già chitarrista solista con De
Gregori). Dopo anni di concerti in clubs in Italia ed all'estero,
si presenta nel suo blues e rock blues, tinteggiato di psichedelia,
"R & B", e atmosfere sixties.
Paul Kelly
A capo della mitica "Paul Kelly Band" in cui,
tra gli altri, suonavano anche Marco Bonino e Gigi Venegoni,
londinese puro a vissuto l'epoca d'oro della swinging London
degli anni 70. Un'alto ospite incredibile che renderà
la serata indimenticabile.
Gigi Venegoni
Chitarrista della storica band Arti e Mestieri, compositore
di colonne sonore e jingles
Gli Arti e mestieri sono un gruppo jazz rock italiano di
fama mondiale, attualmente ancora in attività. Il
loro sound per certi aspetti si accosta al contesto progressive,
ma senz'altro l'impronta che hanno lasciato dietro di se
negli anni, profuma molto di jazz.
Esordiscono al Parco Lambro di Milano nel 1974 al festival
di Re Nudo con la formazione composta da Furio Chirico (batteria),
Beppe crovella (piano, organo, mellotron, sintetizzatore),
Marco Gallesi (basso), Gigi Venegoni (chitarra, sintetizzatore),
Giovanni Vigliar (violino, voce), Arturo Vitale (sassofono
soprano e baritono, clarinetto, vibrafono)
Sin dagli albori, "arti e mestieri" è stata
considerata, in Italia come all'estero, una delle più
interessanti e significative band del Rock Progressive.
Lo stile può essere definito, a seconda, sia come
"classical progressive Rock" seppur con utilizzo
di armonie di Jazz avanzato, che come "Jazz rock sinfonico",
in quanto la band utilizza armonie sinfoniche raramente
presenti nel semplice jazz rock.
arti e mestieri cominciarono la loro stabile e più
che trentennale attività artistica nel 1974.
La formazione originale era così composta: Gigi Venegoni
alla chitarra, Giovanni Vigliar al violino, Arturo Vitale
al sax e vibrafono; si aggiungono alla band Marco Gallesi
al basso, Furio Chirico alla batteria e percussioni,Beppe
Crovella. Il debutto della band si svolge durante il Festival
Del Proletariato Giovanile a Parco Lambro, con un audience
di 45000 persone semplicemente estasiate.
Tilt, il primo album, fu registrato a Roma, e divenne immediatamente
un classico del prog rock per la sua originalità.
Seguirono tour nei teatri con la Premiata Forneria Marconi
ed i GENTLE GIANT. L'anno successivo, dopo una nuova esibizione
a Parco Lambro, la cosiddetta "woodstock italiana"
fu la volta di Giro di Valzer Per Domani ,il secondo album,
che punta una maggiore enfasi sul jazz rock. Troviamo in
questo album Gianfranco Gaza alla voce (scomparso nel 1986).
Subito dopo l'ideazione (ma non realizzazione) di quello
che avrebbe dovuto essere il loro terzo album (Necropoli),
abbiamo il primo ridimensionamento della band con l'uscita
di Gigi Vanegoni e Marco Gallesi, che si impegnarono rispettivamente
nel Vanegoni & co ed Esagono.
Enzo Maolucci
Cantautore nato a Torino nel 1946. Dopo il liceo classico,
consegue la laurea in Lettere, sostenendo, primo in Italia,
una tesi sul rock e sui Beatles (“Beat e Beatles”)
con Massimo Mila. La tesi viene pubblicata col titolo Pop
under rock nel 1972. Tra il 1972 ed il 1976 organizza dibattiti
e conferenze sulla canzone per la Fondazione Agnelli, scrive
articoli musicali per riviste e periodici e nel 1975 fonda
la RTA, prima emittente libera torinese (Radio Torino Alternativa).
Insegnante di lettere in una scuola media di Torino, alterna
lezioni a rabbiose tirate di rock elettrico. Come cantautore
si rivela ben distante dalla figura stereotipata: la chitarra
non è acustica, massaggiata mollemente, ma è
ben amplificata e distorta se possibile, la voce è
poco accomodante, dirompente nelle intonazioni e nei timbri.
Esordisce come cantante chitarrista, suonando in vari complessi
rock, e incide, nel 1976, il suo primo LP L’industria
dell’obbligo per I Dischi dello Zodiaco. Nel disco
sono presenti “Baradel”, dedicata ad un allievo
che non sta fermo dietro al banco/non scrive i temi... perché
compone nella testa e “L'industria dell’obbligo”,
un pamphlet contro l’autoritarismo: adesso invece
non trovi più gente così/dopo don Milani e
dopo il referendum/ in una scuola che produce catene d’ubbidienti/che
intasano il mercato ormai, e dove ti fregano meglio....
Partecipa intanto a varie rassegne nazionali, tra cui la
Rassegna della canzone d’autore - Club Tenco; compone
musiche per cinema e teatro off e propone, per primo, una
serie di concerti revival sulla storia della musica giovanile(
nel 1977 il suo “Songraffiti” viene messo in
scena come opera rock). Partecipa a L’altra domenica
di Renzo Arbore, che dice di lui: “Maolucci è
un cantante e compositore del tipo ‘politico’,
per intenderci, ma, rispetto a molti suoi colleghi che,
come dicono a Roma, ci marciano’, si sente che è
assolutamente autentico e fresco”. Nel 1978 pubblica
Barbari e bar, sempre per I Dischi dello Zodiaco. È
una storia unitaria, che si svolge nei bar cittadini popolati
da una gioventù ("i barbari"), che ormai
li ha eletti come ultimo rifugio. Nelle note di copertina
è scritto: “Ma chi sono i barbari? Quelli con
i capelli lunghi e l’orecchino e l’anima nel
sacco a pelo? No...i barbari sono quelli che uccidono per
colpa di una dose in meno, o di qualche diavoleria eroica,
o perché, nel compromesso storico ci stanno stretti...
I barbari sono gli impiegati del ‘68, morti alla vita
dal ‘69, sopravvissuti ai giorni nostri a partire
dal ‘70, con un eskimo per ricordo ed un pugno chiuso
in tasca per il 1° maggio, pieni di ricordi, di politica,
di rock, di cattivo whisky nelle balere di periferia...”.
Nel 1980 brevetta una chitarra elettrica ultraversatile,
prodotta dalla Eko (la Short-Gun M 33); quindi conduce trasmissioni
radiofoniche per la RAI di Torino; nel novembre 1982 partecipa
allo show Lo scatolone di RAI 3. Quindi, nel 1983, il terzo
album Immaginata, che così egli presenta: “Immaginata”
non è un essere femminile, ma tutta una situazione
sentimentale che va dalla città all’idea romantica,
all’idealizzazione; non della donna ma di tutto questo
movimento strano, interiore, che negli anni ottanta deve
cogliere una persona normale, sensibile, intelligente”.
Nel 1983 è anche protagonista di un filmato musicale
per RAI 3 con la regia di Ermanno Anfossi. Nel 1986 appare
il suo quarto album, Tropico del Toro.
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